MAL DELL'ESCA

AGENTI PATOGENI: Phellinus ignarius - Stereum hirsutum

La Farmacia Del Verde dopo numerosi interventi sul campo propone un servizio per il contenimento di questo noto ed esteso problema che affligge moltissimi vigneti in tutta Italia ed è in continua e rapida espansione. Di seguito potrete trovare una scheda descrittiva sulla malattia tratta dalla pubblicazione: "Malattie crittogamiche delle piante da frutto" ed. L'INFORMATORE AGRARIO aut. Ivan Pronti - Franco Laffi.

• SINTOMATOLOGIA

Il mal dell'esca della vite può avere due tipi di decorso: un disseccamento lento e progressivo dei tralci che può durare anche diversi anni, oppure la forma apoplettica che porta a rapidissima e improvvisa morte della pianta. Nella forma cronica si manifestano esteriormente alterazioni di vario tipo che interessano gli organi verdi, in particolare foglie e tralci, accompagnate da lesioni interne del legno del tronco o delle grosse branche. Tipica, anche se non specifica, è l'anomala colorazione delle foglie: sulla lamina fogliare compaiono macchie clorotiche che da pochi millimetri di diametro aumentano rapidamente di dimensione fino a confluire tra loro; si formano allora ampie variegature internervali che dal giallo o dal rosso virano al bruno e poi necrotizzano. Queste lesioni sono accompagnate anche da disseccamenti del margine fogliare. I sintomi, che compaiono dopo la fioritura, sono spesso limitati a qualche ramo e procedono di regola dalla base all'apice del tralcio. Nei mesi estivi di luglio e agosto la situazione si aggrava e le foglie colpite cadono prematuramente. Nel decorso cronico l'infezione progredisce, intensificandosi, di anno in anno; talvolta però i sintomi possono non comparire costantemente in annate successive. In alcuni casi il mal dell'esca è accompagnato da tipiche alterazioni dei frutti: sugli acini compaiono all'invaiatura macchie puntiformi brunoviolacee a distribuzione irregolare o confluenti a formare ampie bande longitudinali. L'alterazione interessa solo l'epicarpo e si presenta irregolarmente distribuita nel grappolo, nel tralcio e nell'intera pianta. La certezza della diagnosi si ha osservando il legno: tipica di questa affezione è infatti una degradazione dei tessuti legnosi a partire da tagli di potatura o da lesioni di varia origine, tra cui le spaccature provocate dal gelo. In vigneti giovani di 3-4 anni l'infezione può avere origine da ferite da innesto. La zona del colletto viene interessata solo eccezionalmente dal processo alterativo; sulle radici non sono mai state riscontrate lesioni. Nelle vecchie viti sono frequenti anche spaccature del tronco o delle grosse branche. La forma acuta dell'affezione, chiamata apoplessia, si ha generalmente in Luglio Agosto, dopo le piogge. In pochi giorni, su piante apparentemente sane, disseccano completamente tralci, foglie e frutti. Le foglie, prima di cadere, per un certo tempo pendono avvizzite dai tralci, mentre la maturazione dei grappoli si arresta. La progressione dei sintomi, a differenza di quanto avviene nella forma cronica, ha qui un andamento basipeto. Le piante colpite da apoplessia alla successiva ripresa vegetativa si presenteranno come fulminate. Anche in questo caso sezionando il tronco si potranno osservare le tipiche alterazioni causate dall'attività fungina.

Sintomi di mal dell'esca su foglie. Questo tipo di alterazione non è specifico e può essere causato anche da avversità di altra natura: ad esempio squilibri nutrizionali della pianta, come carenze di magnesio o di potassio producono infatti nelle foglie alterazioni molto simili. Può trarre in inganno anche un disturbo fisiologico (dai francesi chiamato « folletage») indotto da condizioni climatiche particolarmente secche, che ha come conseguenza dell' abbondante traspirazione, non compensata dall'assorbimento radicale di acqua, un rapido disseccamento fogliare

 

 

 

Apoplessia di una vite cultivar «Albana»: si noti il disseccamento pressoché totale delle foglie e l'arresto di maturazione dei grappoli. Questa alterazione compare quasi improvvisamente in estate (luglio-agosto), soprattutto dopo precipitazioni che fanno seguito ad un lungo periodo di siccità.

 

 

 

 

 

Su piante colpite da esca non è infrequente ritrovare tralci dell'annata in gran parte disseccati e di colore bruno-violaceo

 

 

• BIOLOGIA ED EPIDEMOLOGIA :

Questa grave ampelopatia, segnalata in sensibile espansione sia in Italia che all'estero, presenta un'eziologia molto complessa e per certi aspetti ancora incerta, anche se le più recenti ricerche condotte in questo settore soprattutto in Francia hanno chiarito il ruolo di diversi microrganismi fungini nel determinismo dell'alterazione. In particolare nella prima fase del processo infettivo agirebbero, come agenti pionieri, Cephalosporium sp., Phialophora parasitica ed Eutypa lata, mentre nella seconda fase entrerebbero in attività i due basidiomiceti Phellinus ignarius e Stereum hirsutum, ritenuti per lungo tempo gli agenti causali del mal dell'esca. Più precisamente dalle analisi micologiche e dai test di patogenicità realizzati su piante affette dalla malattia è stato accertato che inizialmente si verifica la degradazione della lignina e dell'emicellulosa e successivamente viene alterata la cellulosa. I suindicati miceti provocano differenti necrosi dei tessuti ospiti in posizione settoriale o centrale in relazione ai meccanismi di resistenza e alle barriere protettive messi in atto dalla pianta in conseguenza dell'infezione. A provocare le alterazioni suindicate sono le sostanze tossiche emesse dai vari miceti, specificatamente enzimi ossidativi catalizzatori delle reazioni di degradazione dei tannini e della lignina. Le ossidasi prodotte dal fungo influirebbero negativamente anche sui processi respiratori e sulla produzione di sostanze proteiche e auxiniche. I sintomi sulla chioma sono infatti oltre che la conseguenza di squilibri della normale conduzione idrica, anche il risultato di un'azione diretta di questi composti fitotossici, trasportati lungo i vasi xilematici, agli organi aerei.

Tra i fattori che influenzano lo sviluppo del mal dell'esca importante è il sistema di allevamento: i danni maggiori si rilevano nei vigneti sottoposti a massicci interventi di potatura o adatti alle esigenze di vendemmia meccanica. Come tutti i fenomeni infettivi innescati e sostenuti da germi fungini c'è poi una stretta relazione tra andamento della malattia e clima: l'elevata umidità e le piogge favoriscono la diffusione dei patogeni. In zone ove esistono focolai, l'uomo contribuisce poi alla progressione dell'epidemia attraverso le normali operazioni di potatura.

 

Le foglie ammalate cominciano ad ingiallire lungo il bordo e tra le nervature, con il conseguente imbrunimento e necrosi dei tessuti attaccati e successiva filloptosi anticipata.

 

 

 

 

 

 

Le macchiettature presenti, a volte, sugli acini delle piante ammalate, compaiono verso l'inizio dell'invaiaturae sono limitate al solo epicarpoche risulta ispessito, mentre i tessuti sottostanti non sono interessati

 

 

 

 

Nella microfoto sono visibili alcune caratteristiche ife "con unioni a fibbia" dello Stereum irsutum. Queste strutture fungine si sviluppano e si diffondono all'interno del legno formando una fitta rete miceliale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Praticando delle sezioni trasversali si può constatare la presenza della zona di legno cariata. Nella prima fase (foto sin.) l'area colpita si presenta ancora consistente, di colore bruno-nerastro, mentre in seguito diviene polverulenta, friabile ed assume una tinta giallastra per degradazione della lignina (foto des.)

 

Nelle piante colpite da lungo tempo si possono ritrovare con facilità lungo il tronco delle ampie fenditure longitudinali formatesi spontaneamente. Da ciò il nome di "mal dello spacco"

 

I tessuti legnosi ammalati sia del tronco che dei vecchi tralci presentano delle ampie zone imbrunite per effetto dell'ossidasi secreta dai funghi, che va a distruggere la callulosa e la lignina.